SPECIALE SPIAGGIA

mercoledì 2 settembre 2009

UNA STAGIONE DA DIMENTICARE.

DAL SITO WWW.60019 .IT PUBBLICHIAMO:

Mentre fra gli operatori turistici senigalliesi divampano le classiche polemiche ridicole d’inizio estate, poco distante, oltre il confine sud, parte la stagione turistica di Marina. Se si può definire ancora così. E ci siamo. Anche a Marina di Montemarciano è partita la stagione balneare da qualche settimana.
Migliaia di bagnanti provenienti dai comuni della Vallesina e da Ancona hanno invaso la spiaggia casebruciatese come di consueto nei primi giorni festivi di sole.
Così, mentre nella confinante Senigallia dalla rinomatissima spiaggia di velluto non mancano i borbotti degli operatori per i risaputi e giganteschi problemi legati alle attività turistiche vediamo come se la passano coloro che scelgono ancora di lavorare o “vacanzare” sul lungomare di Marina.
Occorre però fare una distinzione temporale per comprendere meglio la situazione. Tenendo presente che altre spiagge sono pronte già da mesi per affrontare la stagione.

Domenica 24 Maggio
A due settimane dalle elezioni amministrative per il comune, la nostra rubrica visita il tratto di costa in questione.
La prima impressione sul posto porta inevitabilmente a pensare che se un fantomatico gruppo di individui o enti si fosse messo ad un tavolo per decidere la distruzione di questa striscia di territorio e di tutte le sue attività connesse, mai sarebbe riuscito a farlo così bene come risulta al momento.
Intanto di primo acchito colpisce l’impossibilità d’accesso alla costa.

Dei quattro sottopassaggi carrabili al servizio della cittadinanza ne sono operativi solamente due. I più ampi sono stati chiusi per lavori di straordinaria manutenzione che le Ferrovie dello Stato hanno deciso, guarda caso per l’estate 2009 e contemporaneamente. Rimangono quello del confine con Falconara Marittima (zona Montecatini) alto 1,60 metri e quello dirimpetto al ristorante-stabilimento Il Bertoldo che misura appena 2,00 metri. Ciò suscita non poche preoccupazioni da punto di vista della sicurezza dell’area.

Ci si domanda come i mezzi di soccorso possano raggiungere la spiaggia di Marina in caso di una emergenza di qualsiasi tipo. L’unica possibilità è in zona Ciarnin di Senigallia. Non bastassero i carrabili, nemmeno i pedonali promettono molto. Quello che attraversa il torrente Rubiano per condurre direttamente al mare, già concepito in una maniera oscena in mezzo ad una palude in condizioni igieniche tutt’altro che accettabili, risulta praticamente distrutto con pericolo di ulteriori crolli e caduta di elementi.

E così anche raggiungere il mare dal paese diventa una vera e propria avventura sia a piedi, sia in bicicletta, sia con i mezzi motorizzati. La spiaggia nel complesso si presenta come un vero e proprio cantiere edile in piena attività. Non mancano infatti scogli qua e là e montagne di ghiaia ovunque che servirebbero come ripascimento artificiale, ma che per il momento rimangono stoccati in attesa di essere collocati.

Ruspe, rulli compressori, mezzi pesanti e accessori sono parcheggiati proprio sull’arenile, vicino ai locali o tra un ombrellone e una sdraio. E anche in questo caso le misure di sicurezza sono del tutto discutibili. Compare poi un fantomatico cartello in zona Ristorante Mirella che proibisce la sosta e l’accesso veicolare privato sull’arenile. Sempre che ve ne sia rimasta una strisciolina… Nel frattempo tra divieti per violazioni inesistenti e tintarelle nascoste tra i cumuli si procede alla ricostruzione a tutto spiano. Si tenta di far risorgere il Bananas e il Comune cerca di ricostruire il tratto di lungomare divelto. Ma dei tanto agognati lavori di rafforzamento e protezione annunciati con una certa sicurezza nei primi mesi dell’anno nemmeno l’ombra.

Domenica 31 Maggio
Ad una settimana esatta dalle votazioni magicamente vengono ultimati i lavori di recupero del sottopasso Buglioni (quello centrale dei due grandi) che si presenta agibile. Davvero una strana coincidenza. Tutto il resto rimane invariato. Di sicuro c’è solo che per sistemare tutto rapidamente ci vorrebbe un miracolo.

Domenica 14 Giugno
Stessa storia e disagi di sempre. I turisti invadono naturalmente la costa e si appartano come internati fra cumuli di ghiaia, pale meccaniche e scogliere improvvisate.

Durante questi giorni poi Una Vacanza Dimenticabile ha avuto il piacere di intervistare Paolo Donati titolare degli omonimi bagni, uno dei due stabilimenti cancellati dalle sciagure dello scorso dicembre.

Arrivati sul posto già ci meravigliamo delle condizioni nella quale riesce ad operare. L’arenile è rappresentato da una strisciolina inferiore ai dieci metri di ampiezza sul quale dovrebbe esercitare l’attività. Metà delle cabine sono poi appoggiate dallo scorso inverno tra strada e ferrovia per poterle salvare dalla furia e non hanno ancora possibilità di essere ricollocate nella loro sede.

“Ho iniziato questa attività nel 1983, ho superato delle difficoltà ed ho avuto anche tante soddisfazioni – ci dice – ma per la prima volta, quest’anno, non sono sicuro di poter andare avanti o completare la stagione. E non è di certo per colpa mia. Queste poche persone che ho qui oggi sono clienti da tanti anni e continuano ad essermi fedeli. A questo punto devo meravigliarmi pure di questo."

E con estrema pacatezza tipica della sua persona non si sottrae a critiche: “Il primo ripascimento che ho ricevuto per ricostruire l’arenile è stato del tutto insufficiente. Inoltre era costituito dallo strato superficiale di ghiaia proveniente da Senigallia completo di tutta la classica sporcizia che si deposita fuori stagione. Allora ho richiesto altro materiale al comune lottando per qualche camion. Quando l’ho ricevuto è durato appena qualche giorno. Le onde lo hanno già asportato”.

Ma non finisce qui. “La cosa più singolare è forse pensare che opero regolarmente come stabilimento balneare registrato da anni e devo quindi rendere conto ad enti che mi controllano, mantenere le autorizzazioni e versare le dovute tasse. Questo nonostante la disastrata situazione. Tanto per far un esempio una volta mi hanno verificato persino le dimensioni dei cerotti nella valigetta di primo soccorso e durante una stagione mi hanno multato di mille Euro per essermi dimenticato di mettere fuori dalla cabina un accessorio per il salvataggio. Contemporaneamente assisto nelle vicinanze a baretti che dispongono gratuitamente di sdraio per la propria clientela. Pare addirittura siano stati autorizzati dal Comune."

Ma nella conversazione sorgono altri elementi interessanti: “Durante lo sfogo di una mareggiata dello scorso Dicembre ho chiesto sul luogo assistenza alla Protezione Civile che già stava operando. Mi è stato risposto che l’ente non si adopera per casi privati. Così ho dovuto arrangiarmi da solo salvando il salvabile. Poi dal Comune ci hanno chiesto di quantificare i danni entro e non oltre le quarantotto ore. A tutt’oggi nonostante la fretta imposta posso affermare che non sono mai stati considerati per mancanza di fondi”. Infine, alla domanda se viene assistito da associazioni della stessa categoria delle spiagge limitrofe e se gradirebbe un interessamento da queste anche per problematiche comuni come l’aumento dei canoni demaniali, risponde: “Naturalmente avrei piacere di confrontarmi con i sindacati dei bagnini e i miei colleghi. Purtroppo non sono mai stato contattato da nessuno. Ciò mi lascia intendere che al di là dei confini territoriali la spiaggia di Marina non interessa proprio”.

La cosa più sorprendente però è forse vivere il lungomare casebruciatese di notte. I locali sopravvissuti e completamente rinnovati richiamano incredibilmente ancora migliaia di persone che riempiono i parcheggi disponibili per chilometri e danno sicuramente vita ad una zona altrimenti tristissima. Le luci dei disco-bar si alternano a tratti di buio totale dove vedere anche un lampione in più funzionante, da trent’anni, rappresenterebbe una conquista per l’umanità. Contemporaneamente, durante le stesse ore notturne, in cima la salita del colle di Montemarciano, quando al massimo è possibile incontrare qualche gatto randagio, sembra improvvisamente di stare in pieno mezzogiorno, abbagliati da una illuminazione pubblica esagerata. Anche questo è un esempio di come si è amministrato il territorio fin d’ora.
Nonostante il successo dei disco-bar è evidente che la costa montemarcianese vivrà una stagione balneare alquanto difficile.

Ma fra danni e rovine rimane almeno un aspetto alquanto positivo. Crescono esponenzialmente i topless e i perizoma sulla spiaggia di Marina di Montemarciano, oramai preferita dalle donne libertine della provincia che si appartano fra gli anfratti naturali creati dalle continue mareggiate e dagli scogli buttati un pò ovunque e senza criterio, per godere integralmente del sole ed in maniera piuttosto piccante.

A questo punto dobbiamo solo sperare che dopo il decreto anti-prostituzione, il ministro-soubrette Carfagna, in aria di castità e “provando orrore di chi fa commercio del proprio corpo” non voglia intervenire pure sulla tintarella osè…

Nel caso accadesse pure questo la spiaggia di Marina risulterebbe oramai idonea solo per un cimitero. Purchè sempre protetto da scogliere, naturalmente.



domenica 31 maggio 2009

PROMESSA MANTENUTA !

Avevamo promesso che con noi, il governo nazionale sarebbe stato più vicino al nostro territorio e, infatti, siamo riusciti a portare il sottosegretario all'ambiente Roberto Menia sul lungomare di Marina. L'onorevole, accompagnato dal vice coordinatore regionale del Pdl Carlo Ciccioli e dal coordinatore provinciale del partito e consigliere regionale Daniele Silvetti e dal nostro candidato sindaco Maurizio Grilli ha effettuato un sopralluogo per verificare personalmente la situazione ed incontrare una rappresentanza di operatori balneari e di cittadini.
Gli operatori intervenuti, in particolare Marco Stecconi del Bananas e Paolo Donati dei Bagni Paolo, hanno chiesto nuovamente di non essere abbandonati e di poter avere la certezza che i loro investimenti saranno protetti da una seria politica di difesa della costa.
Ciccioli e Silvetti hanno sottolineato come le responsabilità della Regione e del Comune siano evidenti e che pertanto occorre che dal territorio arrivino segnali di cambiamento per il Comune prima e per la Regione poi. Ciccioli ha inoltre dichiarato che l’attenzione del Governo per le vicende legate all’erosione della costa montemarcianese è massima e testimoniata dalla visita dell’onorevole Menia.
Grilli, candidato sindaco della lista Per Montemarciano, ha voluto evidenziare che per la prima volta un uomo di governo giunge nel nostro Comune. Ha inoltre richiesto un impegno concreto al Governo, e quindi allo Stato, affinché si ponga fine alle spese dissennate e ai progetti sperimentali e si arrivi in tempi brevi ad una giusta risoluzione del problema dell’erosione della nostra spiaggia.

mercoledì 11 marzo 2009

NUOVO ESPOSTO DEI NOSTRI CONSIGLIERI

Al Ministero dell’Ambiente per il tramite del Sig. Prefetto di Ancona
Al Presidente della IV Comm. Assembleare Perm. Regione Marche
Al Presidente della Giunta Regionale
Alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Ancona
Alla Procura della Repubblica presso Il Tribunale di Ancona

E, p.c.:
Al Presidente del Consiglio Comunale di Montemarciano
LORO SEDI



OGGETTO: Esposto in merito al danno ambientale verificatosi sul litorale del Comune di Montemarciano conseguente al protrarsi d’interventi errati messi in atto dal Comune di Montemarciano dal 1996 a tutt’oggi mediante delega amministrativa e finanziamenti ottenuti dalla Regione Marche. Art. 309 danno ambientale e artt. 301-304 misure di prevenzione D.L.vo n°152/06.


In data 18 febbraio 2009 si teneva audizione ed incontro, a seguito di richiesta dei Consiglieri Comunali, dei sottoscritti Consiglieri Comunali e del Sindaco del Comune di Montemarciano presso la IV Commissione Consiliare Permanente della Regione Marche.
In tale contesto i Consiglieri esponevano i fatti che hanno determinato un vero disastro e danno ambientale sul litorale di Montemarciano con interventi attuati dall’Amministrazione comunale a partire dal 1994 con una spesa ad oggi quantificabile in circa 7 milioni di euro sostenuti e finanziati dalla Regione Marche; detti fatti venivano riassunti in un esposto-denuncia che veniva consegnato alla Presidente della Commissione con richiesta di intervento anche di altre Autorità tra cui il Ministero dell’Ambiente per il tramite del Prefetto secondo la procedura di danno ambientale prevista dall’art. 309 del D. L.vo n° 152/2006
I Consiglieri evidenziavano in audizione e nell’esposto anche dei futuri interventi come segue:
“Essendo da notizie di stampa imminente la realizzazione delle opere previste dal Piano costa in tale tratto di litorale si denuncia sin d’ora che la loro realizzazione comporterà soprattutto aggravio notevolissimo dell’erosione nella parte Nord del litorale rispetto ai pennelli, ma anche nella parte sud essendo il problema del litorale in tutta la sua interezza la necessità di trasporto solido interrotto ed aggravato purtroppo dai pennelli e dalle altre opere a seguire realizzati dall’Amministrazione Comunale su delega amministrativa e finanziamenti dell’Amministrazione Regionale”

Era presente alla suddetta audizione anche il Sindaco che ha svolto il suo intervento portando le proprie considerazioni ed il Dirigente regionale preposto all’Ufficio difesa della costa anch’esso intervenuto in audizione.
In proposito ai programmati futuri interventi di cui sopra nulla di particolare è stato evidenziato dal Sindaco in corso di audizione.

Terminata l’audizione il giorno successivo 19 febbraio 2009 si svolgeva presso il Comune di Montemarciano conferenza dei capigruppo consiliari su convocazione del Sindaco ed inerente le problematiche dell’erosione del litorale di Montemarciano.
Orbene dopo circa due ore di seduta i Consiglieri comunali apprendevano dell’esistenza di un Decreto di finanziamento della Regione Marche – Dirigente difesa della costa 6/POP-2009 del 27 gennaio 2009 per interventi urgenti di protezione della costa capitolo 42204401/09 per complessivi 1.700.000,00 euro a favore del Comune di Montemarciano.
Dalla lettura del Decreto subito richiesto ed acquisito in copia dai Consiglieri Comunali si evince che sono state richieste e finanziate opere di realizzazione di scogliere.

I fatti si commentano da soli il Sindaco ha letteralmente nascosto non solo ai Consiglieri Comunali, ma anche all’intera Commissione Regionale l’esistenza del Decreto di finanziamento già emesso dalla Regione e trasmesso all’Amministrazione già circa 20 giorni prima del giorno dell’audizione.
Se si considera che scopo dell’audizione era fare il punto della situazione non solo riguardo agli interventi, errati e dannosi secondo i Consiglieri Comunali presenti in audizione, già realizzati dall’Amministrazione Comunale, ma anche riguardo agli interventi futuri da realizzare, il comportamento omertoso del Sindaco sopra denunciato e scoperto è veramente grave e non rispettoso delle altre figure politiche ed istituzionali presenti in audizione.

Vista quindi che è già stata programmata la realizzazione delle suddette scogliere di cui addirittura secondo il Decreto n° 6/2009 sopra citato è in corso la progettazione da parte degli uffici regionali

SI CHIEDE

ulteriore audizione urgente della Commissione con espresso dibattito sulla dannosità di tale opere in progettazione, aprendo tale dibattito ad esperti del settore evidenziando e denunciando ulteriormente fin d’ora che
“la realizzazione di tali scogliere comporterà soprattutto aggravio notevolissimo dell’erosione nella parte Nord del litorale rispetto ai pennelli, ma anche nella parte sud essendo il problema del litorale in tutta la sua interezza la necessità di trasporto solido interrotto ed aggravato purtroppo dai pennelli e dalle altre opere a seguire realizzati dall’Amministrazione Comunale su delega amministrativa e finanziamenti dell’Amministrazione Regionale”.

Vista l’urgenza e la gravità dei fatti si chiede al Ministero dell’Ambiente l’adozione della misure di prevenzione e precauzione previste dagli articoli 301 e 304 del D.L.vo n° 152/2006 “Norme in materia ambientale” per impedire che ulteriori gravissimi danni ambientali vengano attuati con la realizzazione delle ulteriori opere già programmate ed in corso di progettazione da parte dell’Amministrazione comunale e regionale.



Ancona-Montemarciano, 26 febbraio 2009
I Consiglieri

ESPOSTO DEI NOSTRI CONSIGLIERI

Al Ministero dell’Ambiente per il tramite del Sig. Prefetto di Ancona
Al Presidente della IV Comm. Assembleare Perm. Regione Marche
Al Presidente della Giunta Regionale
Alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Ancona
Alla Procura della Repubblica presso Il Tribunale di Ancona

E, p.c.:
Al Presidente del Consiglio Comunale di Montemarciano

LORO SEDI



OGGETTO: Esposto in merito al danno ambientale verificatosi sul litorale del Comune di Montemarciano conseguente al protrarsi d’interventi errati messi in atto dal Comune di Montemarciano dal 1996 a tutt’oggi mediante delega amministrativa e finanziamenti ottenuti dalla Regione Marche. Art. 309 D.lg.vo n°152/06


PREMESSA
L’attuale drammatica situazione in cui versa il litorale comunale, che vede dal confine sud e per circa 3km verso nord la scomparsa della spiaggia e per alcuni tratti anche dell’infrastruttura viaria litoranea, presenta tutte le caratteristiche di danno ambientale causato dagli innumerevoli interventi realizzati dall’Amministrazione comunale di Montemarciano su delega amministrativa della Regione Marche che col presente documento intendiamo, in sintesi, esporre e denunciare precisando che, nel corso degli anni, numerose sono stati le denunce e le segnalazioni inoltrate ai diversi Enti competenti in materia, tra cui in primis la Regione Marche ed il Consiglio comunale di Montemarciano, rimaste purtroppo tutte regolarmente inascoltate.
Evidenziamo, inoltre, che le recenti avverse condizioni meteorologiche generalizzate nell’intero territorio nazionale, ed in particolare gli effetti delle mareggiate dello scorso dicembre 2008, che hanno determinato lo stato d’emergenza e la relativa ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (n°3734/09), si sono sovrapposti alla già degradata situazione pre-esistente nel litorale comunale finendo con l’apparire come la sola causa dell’attuale disastro. Di fatto le origini della presente disastrosa situazione traggono inizio dagli interventi realizzati dall’Amministrazione comunale sin dal 1996 i cui disastrosi effetti erano già previsti negli atti della Regione Marche già dal 1995.
Precisiamo che tali interventi sono costati fino ad oggi all’intera comunità regionale oltre cinque milioni di euro con risultati disastrosi.
Di seguito riteniamo utile fornire una cronistoria degli interventi, cronistoria che non può che essere, in questa sede, sintetica ma dalla quale le autorità in indirizzo potranno trarre tutti gli elementi necessari per successivi approfondimenti:

CRONISTORIA DEI FATTI:

1. 1994 approvato e finanziato il Progetto sperimentale “Poseidone” dalla Regione Marche per importo finanziato dal Min. Ambiente pari a 1miliardo e 100milioni di vecchie lire;
2. (feb/mar 1995) proposta di diniego compatibilità paesistico-ambientale per gli interventi di difesa del litorale progettati dall’Amministrazione comunale come comune capofila, sia per il progetto generale riguardante il litorale compreso tra l’Esino e il Misa, sia per il progetto esecutivo sul litorale di Montemarciano nella fattispecie i setti pennelli trasversali;
3. deliberazione consiliare del mese di marzo 1995 con cui l’Amministrazione comunale si costituisce come eventuale parte civile nei confronti della Regione Marche colpevole di paventare il diniego di cui al punto 1;
4. marzo/ottobre ’95 incontri politico–tecnici tra rappresentanti del Comune di Montemarciano e Regione Marche
5. ottobre ’95 il diniego espresso dalla Regione Marche con delibera citata al punto 1: rimane bocciato il progetto generale, ma viene modificato, in parere favorevole, il progetto di difesa della costa montemarcianese mediante realizzazione delle scogliere a pennello suddette (delibera di giunta regionale 2817/95)
6. convenzione di delega (aprile ’96) con riferimento alla L.R. 9/89 inerente gli “Interventi per il miglioramento della funzionalità dei porti di Fano, Senigallia, Civitanova Marche e S. Benedetto del Tronto, della parte pubblica del porto di Porto S. Giorgio nonché per la realizzazione del porto di P. Recanati e delle spiagge attrezzate.” (legge non applicabile alla situazione in questione trattando problematiche inerenti il Piano Regionale dei trasporti non già opere di difesa della costa e comunque soggette a V.I.A.)
7. aprile ’96: inizio dei lavori e resoconto cronologico degli stessi come segue:
Lavori pronto intervento
Mareggiate ottobre/novembre 1993: 32.000,00 euro;
Mareggiate gennaio 1995: 60.000,00 euro;
Mareggiate ottobre/novembre 1996: 250.000,00 euro;
Mareggiate novembre 1997: 91.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2000: 67.000,00 euro;
Mareggiate dicembre 2000/gennaio 2001: 64.000,00 euro;
Mareggiate marzo-aprile 2001: 28.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2001: 273.000,00 euro;
Mareggiate giugno 2002: 44.000,00 euro;
Nubifragio agosto 2002: 20.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2002: 260.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2004: 240.000,00 euro;

progetto pennelli trasversali con delega amministrativa:
dal 1996: 2.270.000,00 euro;

progetto completamento 2° stralcio
dal 2002: 1.251.000,00 euro;

completamento 2° stralcio 106.000,00 euro;

Finanziamenti piano costa: 334.000,00 euro

Totale finanziamenti regionali 5.390.000,00 euro;

Tale somma va attualizzata ad oggi considerato il progressivo ripetersi dei finanziamenti dal 1995 ad oggi per una cifra complessiva in prima approssimazione di circa 7 milioni di euro;
8. deliberazione di G.M. n° 23/02 riguardante il progetto esecutivo per le opere urgenti di difesa della costa comunale per l’importo di 3MLD delle vecchie lire. Il documento contiene la dichiarazione di compatibilità paesistico-ambientale di competenza comunale sulla base di dichiarazioni non veritiere poiché le opere medesime vengono dichiarate di manutenzione di altre già esistenti pertanto di non rilevante trasformazione; in caso reale di rilevanza della trasformazione la competenza alla dichiarazione era della Giunta Regionale;
9. il decreto della Regione Marche di esclusione dalla procedura di V.I.A. n° 46/AMB/2002 si basa su più fatti di gravità estrema come di seguito esplicitato e come più volte denunciato in Consiglio Comunale ed anche al Presidente della Giunta Regionale ed al Prefetto:
- l’attuale Consigliere Comunale Vito Macchia (funzionario tecnico della Regione Marche sin dal 1998 ed in servizio all’epoca del Decreto come a data attuale presso l’Autorità di Bacino Regionale) nella circostanza del Decreto regionale n° 46/AMB/2002 ha rivestito anche ruolo di funzionario tecnico nell’ambito della procedura di screening ambientale per il progetto “Opere urgenti della costa tra le foci del fiume Esino e del fiume Cesano. Litorale di Marina di Montemarciano. 2° stralcio – 1° lotto – lire 3.000.000.000”;
- in qualità di funzionario in servizio all’Autorità di Bacino era stato incaricato dal proprio dirigente di partecipare alla Conferenza di servizi indetta dal Dirigente Servizio Ambiente della Regione Marche per la procedura di screening del progetto del Comune di Montemarciano e quindi in riferimento alla decisione di inviare o meno il progetto alla procedura di VIA;
- non potendo partecipare alla suddetta conferenza per concomitanti impegni in sede di Autorità di Bacino, ma avendo già compiuto istruttoria tecnica in merito al progetto il sottoscritto riferiva direttamente al responsabile del procedimento le proprie valutazioni sia in merito alla natura del progetto, sia al delicatissimo contesto ambientale già di forte erosione del litorale dove il progetto doveva essere realizzato e pertanto che appariva necessario l’invio del progetto alla procedura di VIA e non già terminare le valutazioni in fase di screening e quindi per approfondire doverosamente e compiutamente gli impatti ambientali generati dal progetto delle opere sul litorale;
- il responsabile del procedimento riferiva tali valutazioni alla Conferenza di servizi con contestuale rinvio della Conferenza da parte dello stesso responsabile del procedimento;
- immediatamente dopo la fine della Conferenza di Servizi il funzionario tecnico Ing. Vito Macchia veniva chiamato dal proprio dirigente, il quale riferiva di aver avuto una telefonata da parte del Sindaco in merito alle valutazioni espresse e come riportate dal responsabile del procedimento con espressa richiesta da parte del Sindaco di sostituzione dell’Ing. medesimo in seno alla prossima riunione della Conferenza di servizi;
- il dirigente quindi dopo breve colloquio con l’Ing. Macchia comunicava direttamente allo stesso che sarebbe stato sostituito alla seduta successiva della conferenza di servizi;
- così in effetti andò e al posto dell’Ing. Macchia andò altro funzionario;
- l’esito della conferenza fu di esclusione dalla procedura di VIA come riportato nel relativo decreto n° 46/2002;
- ad oggi tali valutazioni e previsioni dell’Ing. Macchia si sono tutte verificate ed il litorale subito a Nord delle opere realizzate dall’Amministrazione Comunale con tale progetto è stato completamente devastato;
- i fatti narrati si commentano da soli con gravissime responsabilità direttamente in capo all’amministrazione comunale che si sono succedute ne tempo;
- si aggiunga inoltre che la Giunta Comunale, nell’ambito della procedura del decreto n° 46/2002, con delibera n° 23/02 dichiarava la compatibilità paesistico-ambientale ai sensi del PPAR e su espressa richiesta della Conferenza dichiarava la non rilevanza dell’opera; la competenza della Giunta a dichiarare la compatibilità discende dalle premesse della stessa deliberazione laddove viene affermato che “Visto che i lavori previsti nel progetto esecutivo delle opere urgenti di difesa della costa, redatto nel settembre 2001 dagli ingg. ……………, dell’importo complessivo di £.3.0000.000.000. € 1.549.370,70, sono qualificati, ai sensi dell’art. 63/ter delle N.T.A. del P.P.A.R. in quanto trattasi di opere inerenti alla ricostruzione della linea di costa e quindi rientranti nella tipologia di opere di non rilevante trasformazione, in particolare di opere di manutenzione di altre già esistenti”;
- si specifica che le opere realizzate con detto progetto, come facilmente verificabile, consistono in due scogliere radenti a terra di rilevanti dimensioni e tra l’altro in corrispondenza di due stabilimenti balneari; l’altezza delle scogliere è di diversi metri e le stesse sono costituite da massi di grosse dimensioni;
- oltre alla dichiarazione di compatibilità paesistico-ambientale è stata rilasciata anche dall’Amministrazione Comunale l’autorizzazione paesaggistica; entrambi gli atti trattandosi in realtà di opere di rilevante trasformazione del territorio ai sensi del PPAR erano di competenza dell’Amministrazione regionale;
- a seguito di tali procedure e fatti le opere sono state realizzate ed i danni ambientali sono rilevantissimi in termini di perdita di litorale, come più volte anticipatamente, rispetto alle mareggiate del dicembre 2008, denunciato anche in Consiglio Comunale non ultima anche con interrogazione in Consiglio regionale;
10. conseguenza diretta dei fatti di cui al punto precedente, l’opera viene esclusa dalla procedura di V.I.A. con decreto della Regione Marche n° 46/2002 creando i presupposti per il successivo danno ambientale oggi riscontrabile in maniera evidentissima;
11. si evidenzia inoltre che nell’ambito dei lavori dei pennelli trasversali finanziati dalla Regione Marche e realizzati dall’Amministrazione Comunale sono stati realizzati anche canali in cemento armato, che non risultano autorizzati dal punto di vista paesaggistico-ambientale come accertato dalla nota del competente Servizio regionale urbanistica;
12. nonostante ciò l’amministrazione comunale continua a sostenere che l’autorizzazione non era necessaria perché le opere in cemento armato sono state realizzate nel 1984 e questo non è vero come documentato in atti della stessa Amministrazione Comunale;
13. tali canali in cemento armato non regolari dal punto di vista paesaggistico come sopra esposto stanno inoltre contribuendo ad aumentare l’erosione, come attestato dalla stessa nota del Servizio urbanistica della Regione Marche, e questo è veramente incredibile, laddove lo stesso Sindaco si era impegnato con il Consiglio Comunale ad effettuare almeno interventi correttivi sui canali in cemento armato stessi.

CONCLUSIONI SUI FATTI FIN QUI ESPRESSI
Dalla valutazione obiettiva dei fatti fin qui esposti, appare evidente che il diniego iniziale della Regione alle opere poi realizzate era motivato dall’impatto negativo che le medesime avrebbero avuto sull’equilibrio del litorale che oggi è stato completamente stravolto come previsto nell’istruttoria contenuta nella delibera di Giunta regionale n° 2817/95 a seguito degli interventi progettati e realizzati dall’Amm.ne comunale di Montemarciano con delega diretta di funzione amministrativa.
Esistono pertanto a parere degli scriventi gli estremi del “danno ambientale” causato dagli interventi sopra citati poiché lo stesso va inteso come deterioramento significativo e misurabile diretto o indiretto di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima.
Connessa al danno ambientale si configura anche un danno erariale in quanto per la realizzazione delle opere rivelatesi dannose per l’ambiente sono stati spesi oltre 5 milioni di euro di fondi pubblici senza la risoluzione delle problematiche relative all’erosione della costa montemarcianese, che attualizzate ad oggi sono circa in prima approssimazione 7 milioni di euro.

In merito agli interventi previsti e programmati dal Piano della Costa, in particolare per l’unità fisiografica n° 10 si evidenzia che:
la criticità viene attribuita alla mancanza di apporto di materiale solido da parte del fiume Esino e all’ostacolo alle correnti marine indotto dal rilevato dell’API.
A fronte di tale condivisibile analisi di squilibrio in atto ormai da decenni, il Piano della Costa prevede interventi relativamente al tratto di costa dal fiume Esino alla zona sud del litorale di montemarciano la realizzazione ininterrotta di scogliere emerse che nulla incidono allo squilibrio sopra citato ed anzi aggravano il meccanismo dell’erosione costiera nel tratto sud del litorale comunale limitando ulteriormente l’apporto di materiale solido (ghiaia e sabbia) ed ancor più nel tratto nord (oltre i pennelli) già in totale carenza di trasporto solido.
Purtroppo occorre denunciare anche che c’è interferenza tra alcuni estensori del Piano Costa e/o degli studi preliminari per conto della Regione Marche e i progettisti del Comune di Montemarciano, coincidendo parzialmente la figura nei due ruoli.
Tale questione rende per così dire “blindato” il Piano Costa, laddove l’analisi delle criticità del litorale di Montemarciano sono evidenti in merito all’insufficienza del trasporto solido, ma poi vengono programmati interventi non coerenti con tale scenario; la blindatura fa si che non si abbia il coraggio di ammettere che a nord dei pennelli trasversali realizzati come sopra descritto l’erosione sia totalmente causata dagli stessi pennelli come previsto dai funzionari regionali nella delibera n° 2817/1995 ed anche nel corso dell’istruttoria del decreto n° 46/2002.
Per essere congruenti occorrerebbe eliminare i pennelli realizzati e le relative scogliere a mezzaluna o quanto meno eseguire interventi correttivi sulle stesse opere, come da tempo evidenziato in numerose sedi compreso il Consiglio Comunale.

Essendo da notizie di stampa imminente la realizzazione delle opere previste dal Piano costa in tale tratto di litorale si denuncia sin d’ora che la loro realizzazione comporterà soprattutto aggravio notevolissimo dell’erosione nella parte Nord del litorale rispetto ai pennelli, ma anche nella parte sud essendo il problema del litorale in tutta la sua interezza la necessità di trasporto solido interrotto ed aggravato purtroppo dai pennelli e dalle altre opere a seguire realizzati dall’Amministrazione Comunale su delega amministrativa e finanziamenti dell’Amministrazione Regionale e con il progetto generale che era ed è rimasto bocciato dal punto di vista paesaggistico-ambientale.

Appare quindi necessario ed improcrastinabile procedere alla modifica del Piano della costa in tale parte sostituendo gli interventi programmati con ripascimenti di notevole consistenza posizionati lungo tutto il litorale in erosione ed in diversi punti riproponendo ed aggiornando il progetto “Poseidone” già finanziato sin dal 1994 alla Regione Marche dal Ministero dell’Ambiente ed intervenendo laddove i pennelli trasversali hanno di fatto interrotto il trasposto solido lungo riva.


Ancona-Montemarciano, 18 febbraio 2009


I Consiglieri

martedì 16 dicembre 2008

DOPO I DANNI I PROVVEDIMENTI TAMPONE (e ancora soldi nostri spesi mali !!!!!)











































Ecco la fine che hanno fatto i nostri soldi (i soldi dei contribuenti di Montemarciano) spesi la primavera scorsa per costruire il parcheggio a pagamento !!!