Al Ministero dell’Ambiente per il tramite del Sig. Prefetto di Ancona
Al Presidente della IV Comm. Assembleare Perm. Regione Marche
Al Presidente della Giunta Regionale
Alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Ancona
Alla Procura della Repubblica presso Il Tribunale di Ancona
E, p.c.:
Al Presidente del Consiglio Comunale di Montemarciano
LORO SEDI
OGGETTO: Esposto in merito al danno ambientale verificatosi sul litorale del Comune di Montemarciano conseguente al protrarsi d’interventi errati messi in atto dal Comune di Montemarciano dal 1996 a tutt’oggi mediante delega amministrativa e finanziamenti ottenuti dalla Regione Marche. Art. 309 D.lg.vo n°152/06
PREMESSA
L’attuale drammatica situazione in cui versa il litorale comunale, che vede dal confine sud e per circa 3km verso nord la scomparsa della spiaggia e per alcuni tratti anche dell’infrastruttura viaria litoranea, presenta tutte le caratteristiche di danno ambientale causato dagli innumerevoli interventi realizzati dall’Amministrazione comunale di Montemarciano su delega amministrativa della Regione Marche che col presente documento intendiamo, in sintesi, esporre e denunciare precisando che, nel corso degli anni, numerose sono stati le denunce e le segnalazioni inoltrate ai diversi Enti competenti in materia, tra cui in primis la Regione Marche ed il Consiglio comunale di Montemarciano, rimaste purtroppo tutte regolarmente inascoltate.
Evidenziamo, inoltre, che le recenti avverse condizioni meteorologiche generalizzate nell’intero territorio nazionale, ed in particolare gli effetti delle mareggiate dello scorso dicembre 2008, che hanno determinato lo stato d’emergenza e la relativa ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (n°3734/09), si sono sovrapposti alla già degradata situazione pre-esistente nel litorale comunale finendo con l’apparire come la sola causa dell’attuale disastro. Di fatto le origini della presente disastrosa situazione traggono inizio dagli interventi realizzati dall’Amministrazione comunale sin dal 1996 i cui disastrosi effetti erano già previsti negli atti della Regione Marche già dal 1995.
Precisiamo che tali interventi sono costati fino ad oggi all’intera comunità regionale oltre cinque milioni di euro con risultati disastrosi.
Di seguito riteniamo utile fornire una cronistoria degli interventi, cronistoria che non può che essere, in questa sede, sintetica ma dalla quale le autorità in indirizzo potranno trarre tutti gli elementi necessari per successivi approfondimenti:
CRONISTORIA DEI FATTI:
1. 1994 approvato e finanziato il Progetto sperimentale “Poseidone” dalla Regione Marche per importo finanziato dal Min. Ambiente pari a 1miliardo e 100milioni di vecchie lire;
2. (feb/mar 1995) proposta di diniego compatibilità paesistico-ambientale per gli interventi di difesa del litorale progettati dall’Amministrazione comunale come comune capofila, sia per il progetto generale riguardante il litorale compreso tra l’Esino e il Misa, sia per il progetto esecutivo sul litorale di Montemarciano nella fattispecie i setti pennelli trasversali;
3. deliberazione consiliare del mese di marzo 1995 con cui l’Amministrazione comunale si costituisce come eventuale parte civile nei confronti della Regione Marche colpevole di paventare il diniego di cui al punto 1;
4. marzo/ottobre ’95 incontri politico–tecnici tra rappresentanti del Comune di Montemarciano e Regione Marche
5. ottobre ’95 il diniego espresso dalla Regione Marche con delibera citata al punto 1: rimane bocciato il progetto generale, ma viene modificato, in parere favorevole, il progetto di difesa della costa montemarcianese mediante realizzazione delle scogliere a pennello suddette (delibera di giunta regionale 2817/95)
6. convenzione di delega (aprile ’96) con riferimento alla L.R. 9/89 inerente gli “Interventi per il miglioramento della funzionalità dei porti di Fano, Senigallia, Civitanova Marche e S. Benedetto del Tronto, della parte pubblica del porto di Porto S. Giorgio nonché per la realizzazione del porto di P. Recanati e delle spiagge attrezzate.” (legge non applicabile alla situazione in questione trattando problematiche inerenti il Piano Regionale dei trasporti non già opere di difesa della costa e comunque soggette a V.I.A.)
7. aprile ’96: inizio dei lavori e resoconto cronologico degli stessi come segue:
Lavori pronto intervento
Mareggiate ottobre/novembre 1993: 32.000,00 euro;
Mareggiate gennaio 1995: 60.000,00 euro;
Mareggiate ottobre/novembre 1996: 250.000,00 euro;
Mareggiate novembre 1997: 91.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2000: 67.000,00 euro;
Mareggiate dicembre 2000/gennaio 2001: 64.000,00 euro;
Mareggiate marzo-aprile 2001: 28.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2001: 273.000,00 euro;
Mareggiate giugno 2002: 44.000,00 euro;
Nubifragio agosto 2002: 20.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2002: 260.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2004: 240.000,00 euro;
progetto pennelli trasversali con delega amministrativa:
dal 1996: 2.270.000,00 euro;
progetto completamento 2° stralcio
dal 2002: 1.251.000,00 euro;
completamento 2° stralcio 106.000,00 euro;
Finanziamenti piano costa: 334.000,00 euro
Totale finanziamenti regionali 5.390.000,00 euro;
Tale somma va attualizzata ad oggi considerato il progressivo ripetersi dei finanziamenti dal 1995 ad oggi per una cifra complessiva in prima approssimazione di circa 7 milioni di euro;
8. deliberazione di G.M. n° 23/02 riguardante il progetto esecutivo per le opere urgenti di difesa della costa comunale per l’importo di 3MLD delle vecchie lire. Il documento contiene la dichiarazione di compatibilità paesistico-ambientale di competenza comunale sulla base di dichiarazioni non veritiere poiché le opere medesime vengono dichiarate di manutenzione di altre già esistenti pertanto di non rilevante trasformazione; in caso reale di rilevanza della trasformazione la competenza alla dichiarazione era della Giunta Regionale;
9. il decreto della Regione Marche di esclusione dalla procedura di V.I.A. n° 46/AMB/2002 si basa su più fatti di gravità estrema come di seguito esplicitato e come più volte denunciato in Consiglio Comunale ed anche al Presidente della Giunta Regionale ed al Prefetto:
- l’attuale Consigliere Comunale Vito Macchia (funzionario tecnico della Regione Marche sin dal 1998 ed in servizio all’epoca del Decreto come a data attuale presso l’Autorità di Bacino Regionale) nella circostanza del Decreto regionale n° 46/AMB/2002 ha rivestito anche ruolo di funzionario tecnico nell’ambito della procedura di screening ambientale per il progetto “Opere urgenti della costa tra le foci del fiume Esino e del fiume Cesano. Litorale di Marina di Montemarciano. 2° stralcio – 1° lotto – lire 3.000.000.000”;
- in qualità di funzionario in servizio all’Autorità di Bacino era stato incaricato dal proprio dirigente di partecipare alla Conferenza di servizi indetta dal Dirigente Servizio Ambiente della Regione Marche per la procedura di screening del progetto del Comune di Montemarciano e quindi in riferimento alla decisione di inviare o meno il progetto alla procedura di VIA;
- non potendo partecipare alla suddetta conferenza per concomitanti impegni in sede di Autorità di Bacino, ma avendo già compiuto istruttoria tecnica in merito al progetto il sottoscritto riferiva direttamente al responsabile del procedimento le proprie valutazioni sia in merito alla natura del progetto, sia al delicatissimo contesto ambientale già di forte erosione del litorale dove il progetto doveva essere realizzato e pertanto che appariva necessario l’invio del progetto alla procedura di VIA e non già terminare le valutazioni in fase di screening e quindi per approfondire doverosamente e compiutamente gli impatti ambientali generati dal progetto delle opere sul litorale;
- il responsabile del procedimento riferiva tali valutazioni alla Conferenza di servizi con contestuale rinvio della Conferenza da parte dello stesso responsabile del procedimento;
- immediatamente dopo la fine della Conferenza di Servizi il funzionario tecnico Ing. Vito Macchia veniva chiamato dal proprio dirigente, il quale riferiva di aver avuto una telefonata da parte del Sindaco in merito alle valutazioni espresse e come riportate dal responsabile del procedimento con espressa richiesta da parte del Sindaco di sostituzione dell’Ing. medesimo in seno alla prossima riunione della Conferenza di servizi;
- il dirigente quindi dopo breve colloquio con l’Ing. Macchia comunicava direttamente allo stesso che sarebbe stato sostituito alla seduta successiva della conferenza di servizi;
- così in effetti andò e al posto dell’Ing. Macchia andò altro funzionario;
- l’esito della conferenza fu di esclusione dalla procedura di VIA come riportato nel relativo decreto n° 46/2002;
- ad oggi tali valutazioni e previsioni dell’Ing. Macchia si sono tutte verificate ed il litorale subito a Nord delle opere realizzate dall’Amministrazione Comunale con tale progetto è stato completamente devastato;
- i fatti narrati si commentano da soli con gravissime responsabilità direttamente in capo all’amministrazione comunale che si sono succedute ne tempo;
- si aggiunga inoltre che la Giunta Comunale, nell’ambito della procedura del decreto n° 46/2002, con delibera n° 23/02 dichiarava la compatibilità paesistico-ambientale ai sensi del PPAR e su espressa richiesta della Conferenza dichiarava la non rilevanza dell’opera; la competenza della Giunta a dichiarare la compatibilità discende dalle premesse della stessa deliberazione laddove viene affermato che “Visto che i lavori previsti nel progetto esecutivo delle opere urgenti di difesa della costa, redatto nel settembre 2001 dagli ingg. ……………, dell’importo complessivo di £.3.0000.000.000. € 1.549.370,70, sono qualificati, ai sensi dell’art. 63/ter delle N.T.A. del P.P.A.R. in quanto trattasi di opere inerenti alla ricostruzione della linea di costa e quindi rientranti nella tipologia di opere di non rilevante trasformazione, in particolare di opere di manutenzione di altre già esistenti”;
- si specifica che le opere realizzate con detto progetto, come facilmente verificabile, consistono in due scogliere radenti a terra di rilevanti dimensioni e tra l’altro in corrispondenza di due stabilimenti balneari; l’altezza delle scogliere è di diversi metri e le stesse sono costituite da massi di grosse dimensioni;
- oltre alla dichiarazione di compatibilità paesistico-ambientale è stata rilasciata anche dall’Amministrazione Comunale l’autorizzazione paesaggistica; entrambi gli atti trattandosi in realtà di opere di rilevante trasformazione del territorio ai sensi del PPAR erano di competenza dell’Amministrazione regionale;
- a seguito di tali procedure e fatti le opere sono state realizzate ed i danni ambientali sono rilevantissimi in termini di perdita di litorale, come più volte anticipatamente, rispetto alle mareggiate del dicembre 2008, denunciato anche in Consiglio Comunale non ultima anche con interrogazione in Consiglio regionale;
10. conseguenza diretta dei fatti di cui al punto precedente, l’opera viene esclusa dalla procedura di V.I.A. con decreto della Regione Marche n° 46/2002 creando i presupposti per il successivo danno ambientale oggi riscontrabile in maniera evidentissima;
11. si evidenzia inoltre che nell’ambito dei lavori dei pennelli trasversali finanziati dalla Regione Marche e realizzati dall’Amministrazione Comunale sono stati realizzati anche canali in cemento armato, che non risultano autorizzati dal punto di vista paesaggistico-ambientale come accertato dalla nota del competente Servizio regionale urbanistica;
12. nonostante ciò l’amministrazione comunale continua a sostenere che l’autorizzazione non era necessaria perché le opere in cemento armato sono state realizzate nel 1984 e questo non è vero come documentato in atti della stessa Amministrazione Comunale;
13. tali canali in cemento armato non regolari dal punto di vista paesaggistico come sopra esposto stanno inoltre contribuendo ad aumentare l’erosione, come attestato dalla stessa nota del Servizio urbanistica della Regione Marche, e questo è veramente incredibile, laddove lo stesso Sindaco si era impegnato con il Consiglio Comunale ad effettuare almeno interventi correttivi sui canali in cemento armato stessi.
CONCLUSIONI SUI FATTI FIN QUI ESPRESSI
Dalla valutazione obiettiva dei fatti fin qui esposti, appare evidente che il diniego iniziale della Regione alle opere poi realizzate era motivato dall’impatto negativo che le medesime avrebbero avuto sull’equilibrio del litorale che oggi è stato completamente stravolto come previsto nell’istruttoria contenuta nella delibera di Giunta regionale n° 2817/95 a seguito degli interventi progettati e realizzati dall’Amm.ne comunale di Montemarciano con delega diretta di funzione amministrativa.
Esistono pertanto a parere degli scriventi gli estremi del “danno ambientale” causato dagli interventi sopra citati poiché lo stesso va inteso come deterioramento significativo e misurabile diretto o indiretto di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima.
Connessa al danno ambientale si configura anche un danno erariale in quanto per la realizzazione delle opere rivelatesi dannose per l’ambiente sono stati spesi oltre 5 milioni di euro di fondi pubblici senza la risoluzione delle problematiche relative all’erosione della costa montemarcianese, che attualizzate ad oggi sono circa in prima approssimazione 7 milioni di euro.
In merito agli interventi previsti e programmati dal Piano della Costa, in particolare per l’unità fisiografica n° 10 si evidenzia che:
la criticità viene attribuita alla mancanza di apporto di materiale solido da parte del fiume Esino e all’ostacolo alle correnti marine indotto dal rilevato dell’API.
A fronte di tale condivisibile analisi di squilibrio in atto ormai da decenni, il Piano della Costa prevede interventi relativamente al tratto di costa dal fiume Esino alla zona sud del litorale di montemarciano la realizzazione ininterrotta di scogliere emerse che nulla incidono allo squilibrio sopra citato ed anzi aggravano il meccanismo dell’erosione costiera nel tratto sud del litorale comunale limitando ulteriormente l’apporto di materiale solido (ghiaia e sabbia) ed ancor più nel tratto nord (oltre i pennelli) già in totale carenza di trasporto solido.
Purtroppo occorre denunciare anche che c’è interferenza tra alcuni estensori del Piano Costa e/o degli studi preliminari per conto della Regione Marche e i progettisti del Comune di Montemarciano, coincidendo parzialmente la figura nei due ruoli.
Tale questione rende per così dire “blindato” il Piano Costa, laddove l’analisi delle criticità del litorale di Montemarciano sono evidenti in merito all’insufficienza del trasporto solido, ma poi vengono programmati interventi non coerenti con tale scenario; la blindatura fa si che non si abbia il coraggio di ammettere che a nord dei pennelli trasversali realizzati come sopra descritto l’erosione sia totalmente causata dagli stessi pennelli come previsto dai funzionari regionali nella delibera n° 2817/1995 ed anche nel corso dell’istruttoria del decreto n° 46/2002.
Per essere congruenti occorrerebbe eliminare i pennelli realizzati e le relative scogliere a mezzaluna o quanto meno eseguire interventi correttivi sulle stesse opere, come da tempo evidenziato in numerose sedi compreso il Consiglio Comunale.
Essendo da notizie di stampa imminente la realizzazione delle opere previste dal Piano costa in tale tratto di litorale si denuncia sin d’ora che la loro realizzazione comporterà soprattutto aggravio notevolissimo dell’erosione nella parte Nord del litorale rispetto ai pennelli, ma anche nella parte sud essendo il problema del litorale in tutta la sua interezza la necessità di trasporto solido interrotto ed aggravato purtroppo dai pennelli e dalle altre opere a seguire realizzati dall’Amministrazione Comunale su delega amministrativa e finanziamenti dell’Amministrazione Regionale e con il progetto generale che era ed è rimasto bocciato dal punto di vista paesaggistico-ambientale.
Appare quindi necessario ed improcrastinabile procedere alla modifica del Piano della costa in tale parte sostituendo gli interventi programmati con ripascimenti di notevole consistenza posizionati lungo tutto il litorale in erosione ed in diversi punti riproponendo ed aggiornando il progetto “Poseidone” già finanziato sin dal 1994 alla Regione Marche dal Ministero dell’Ambiente ed intervenendo laddove i pennelli trasversali hanno di fatto interrotto il trasposto solido lungo riva.
Ancona-Montemarciano, 18 febbraio 2009
I Consiglieri
Al Presidente della IV Comm. Assembleare Perm. Regione Marche
Al Presidente della Giunta Regionale
Alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Ancona
Alla Procura della Repubblica presso Il Tribunale di Ancona
E, p.c.:
Al Presidente del Consiglio Comunale di Montemarciano
LORO SEDI
OGGETTO: Esposto in merito al danno ambientale verificatosi sul litorale del Comune di Montemarciano conseguente al protrarsi d’interventi errati messi in atto dal Comune di Montemarciano dal 1996 a tutt’oggi mediante delega amministrativa e finanziamenti ottenuti dalla Regione Marche. Art. 309 D.lg.vo n°152/06
PREMESSA
L’attuale drammatica situazione in cui versa il litorale comunale, che vede dal confine sud e per circa 3km verso nord la scomparsa della spiaggia e per alcuni tratti anche dell’infrastruttura viaria litoranea, presenta tutte le caratteristiche di danno ambientale causato dagli innumerevoli interventi realizzati dall’Amministrazione comunale di Montemarciano su delega amministrativa della Regione Marche che col presente documento intendiamo, in sintesi, esporre e denunciare precisando che, nel corso degli anni, numerose sono stati le denunce e le segnalazioni inoltrate ai diversi Enti competenti in materia, tra cui in primis la Regione Marche ed il Consiglio comunale di Montemarciano, rimaste purtroppo tutte regolarmente inascoltate.
Evidenziamo, inoltre, che le recenti avverse condizioni meteorologiche generalizzate nell’intero territorio nazionale, ed in particolare gli effetti delle mareggiate dello scorso dicembre 2008, che hanno determinato lo stato d’emergenza e la relativa ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (n°3734/09), si sono sovrapposti alla già degradata situazione pre-esistente nel litorale comunale finendo con l’apparire come la sola causa dell’attuale disastro. Di fatto le origini della presente disastrosa situazione traggono inizio dagli interventi realizzati dall’Amministrazione comunale sin dal 1996 i cui disastrosi effetti erano già previsti negli atti della Regione Marche già dal 1995.
Precisiamo che tali interventi sono costati fino ad oggi all’intera comunità regionale oltre cinque milioni di euro con risultati disastrosi.
Di seguito riteniamo utile fornire una cronistoria degli interventi, cronistoria che non può che essere, in questa sede, sintetica ma dalla quale le autorità in indirizzo potranno trarre tutti gli elementi necessari per successivi approfondimenti:
CRONISTORIA DEI FATTI:
1. 1994 approvato e finanziato il Progetto sperimentale “Poseidone” dalla Regione Marche per importo finanziato dal Min. Ambiente pari a 1miliardo e 100milioni di vecchie lire;
2. (feb/mar 1995) proposta di diniego compatibilità paesistico-ambientale per gli interventi di difesa del litorale progettati dall’Amministrazione comunale come comune capofila, sia per il progetto generale riguardante il litorale compreso tra l’Esino e il Misa, sia per il progetto esecutivo sul litorale di Montemarciano nella fattispecie i setti pennelli trasversali;
3. deliberazione consiliare del mese di marzo 1995 con cui l’Amministrazione comunale si costituisce come eventuale parte civile nei confronti della Regione Marche colpevole di paventare il diniego di cui al punto 1;
4. marzo/ottobre ’95 incontri politico–tecnici tra rappresentanti del Comune di Montemarciano e Regione Marche
5. ottobre ’95 il diniego espresso dalla Regione Marche con delibera citata al punto 1: rimane bocciato il progetto generale, ma viene modificato, in parere favorevole, il progetto di difesa della costa montemarcianese mediante realizzazione delle scogliere a pennello suddette (delibera di giunta regionale 2817/95)
6. convenzione di delega (aprile ’96) con riferimento alla L.R. 9/89 inerente gli “Interventi per il miglioramento della funzionalità dei porti di Fano, Senigallia, Civitanova Marche e S. Benedetto del Tronto, della parte pubblica del porto di Porto S. Giorgio nonché per la realizzazione del porto di P. Recanati e delle spiagge attrezzate.” (legge non applicabile alla situazione in questione trattando problematiche inerenti il Piano Regionale dei trasporti non già opere di difesa della costa e comunque soggette a V.I.A.)
7. aprile ’96: inizio dei lavori e resoconto cronologico degli stessi come segue:
Lavori pronto intervento
Mareggiate ottobre/novembre 1993: 32.000,00 euro;
Mareggiate gennaio 1995: 60.000,00 euro;
Mareggiate ottobre/novembre 1996: 250.000,00 euro;
Mareggiate novembre 1997: 91.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2000: 67.000,00 euro;
Mareggiate dicembre 2000/gennaio 2001: 64.000,00 euro;
Mareggiate marzo-aprile 2001: 28.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2001: 273.000,00 euro;
Mareggiate giugno 2002: 44.000,00 euro;
Nubifragio agosto 2002: 20.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2002: 260.000,00 euro;
Mareggiate novembre 2004: 240.000,00 euro;
progetto pennelli trasversali con delega amministrativa:
dal 1996: 2.270.000,00 euro;
progetto completamento 2° stralcio
dal 2002: 1.251.000,00 euro;
completamento 2° stralcio 106.000,00 euro;
Finanziamenti piano costa: 334.000,00 euro
Totale finanziamenti regionali 5.390.000,00 euro;
Tale somma va attualizzata ad oggi considerato il progressivo ripetersi dei finanziamenti dal 1995 ad oggi per una cifra complessiva in prima approssimazione di circa 7 milioni di euro;
8. deliberazione di G.M. n° 23/02 riguardante il progetto esecutivo per le opere urgenti di difesa della costa comunale per l’importo di 3MLD delle vecchie lire. Il documento contiene la dichiarazione di compatibilità paesistico-ambientale di competenza comunale sulla base di dichiarazioni non veritiere poiché le opere medesime vengono dichiarate di manutenzione di altre già esistenti pertanto di non rilevante trasformazione; in caso reale di rilevanza della trasformazione la competenza alla dichiarazione era della Giunta Regionale;
9. il decreto della Regione Marche di esclusione dalla procedura di V.I.A. n° 46/AMB/2002 si basa su più fatti di gravità estrema come di seguito esplicitato e come più volte denunciato in Consiglio Comunale ed anche al Presidente della Giunta Regionale ed al Prefetto:
- l’attuale Consigliere Comunale Vito Macchia (funzionario tecnico della Regione Marche sin dal 1998 ed in servizio all’epoca del Decreto come a data attuale presso l’Autorità di Bacino Regionale) nella circostanza del Decreto regionale n° 46/AMB/2002 ha rivestito anche ruolo di funzionario tecnico nell’ambito della procedura di screening ambientale per il progetto “Opere urgenti della costa tra le foci del fiume Esino e del fiume Cesano. Litorale di Marina di Montemarciano. 2° stralcio – 1° lotto – lire 3.000.000.000”;
- in qualità di funzionario in servizio all’Autorità di Bacino era stato incaricato dal proprio dirigente di partecipare alla Conferenza di servizi indetta dal Dirigente Servizio Ambiente della Regione Marche per la procedura di screening del progetto del Comune di Montemarciano e quindi in riferimento alla decisione di inviare o meno il progetto alla procedura di VIA;
- non potendo partecipare alla suddetta conferenza per concomitanti impegni in sede di Autorità di Bacino, ma avendo già compiuto istruttoria tecnica in merito al progetto il sottoscritto riferiva direttamente al responsabile del procedimento le proprie valutazioni sia in merito alla natura del progetto, sia al delicatissimo contesto ambientale già di forte erosione del litorale dove il progetto doveva essere realizzato e pertanto che appariva necessario l’invio del progetto alla procedura di VIA e non già terminare le valutazioni in fase di screening e quindi per approfondire doverosamente e compiutamente gli impatti ambientali generati dal progetto delle opere sul litorale;
- il responsabile del procedimento riferiva tali valutazioni alla Conferenza di servizi con contestuale rinvio della Conferenza da parte dello stesso responsabile del procedimento;
- immediatamente dopo la fine della Conferenza di Servizi il funzionario tecnico Ing. Vito Macchia veniva chiamato dal proprio dirigente, il quale riferiva di aver avuto una telefonata da parte del Sindaco in merito alle valutazioni espresse e come riportate dal responsabile del procedimento con espressa richiesta da parte del Sindaco di sostituzione dell’Ing. medesimo in seno alla prossima riunione della Conferenza di servizi;
- il dirigente quindi dopo breve colloquio con l’Ing. Macchia comunicava direttamente allo stesso che sarebbe stato sostituito alla seduta successiva della conferenza di servizi;
- così in effetti andò e al posto dell’Ing. Macchia andò altro funzionario;
- l’esito della conferenza fu di esclusione dalla procedura di VIA come riportato nel relativo decreto n° 46/2002;
- ad oggi tali valutazioni e previsioni dell’Ing. Macchia si sono tutte verificate ed il litorale subito a Nord delle opere realizzate dall’Amministrazione Comunale con tale progetto è stato completamente devastato;
- i fatti narrati si commentano da soli con gravissime responsabilità direttamente in capo all’amministrazione comunale che si sono succedute ne tempo;
- si aggiunga inoltre che la Giunta Comunale, nell’ambito della procedura del decreto n° 46/2002, con delibera n° 23/02 dichiarava la compatibilità paesistico-ambientale ai sensi del PPAR e su espressa richiesta della Conferenza dichiarava la non rilevanza dell’opera; la competenza della Giunta a dichiarare la compatibilità discende dalle premesse della stessa deliberazione laddove viene affermato che “Visto che i lavori previsti nel progetto esecutivo delle opere urgenti di difesa della costa, redatto nel settembre 2001 dagli ingg. ……………, dell’importo complessivo di £.3.0000.000.000. € 1.549.370,70, sono qualificati, ai sensi dell’art. 63/ter delle N.T.A. del P.P.A.R. in quanto trattasi di opere inerenti alla ricostruzione della linea di costa e quindi rientranti nella tipologia di opere di non rilevante trasformazione, in particolare di opere di manutenzione di altre già esistenti”;
- si specifica che le opere realizzate con detto progetto, come facilmente verificabile, consistono in due scogliere radenti a terra di rilevanti dimensioni e tra l’altro in corrispondenza di due stabilimenti balneari; l’altezza delle scogliere è di diversi metri e le stesse sono costituite da massi di grosse dimensioni;
- oltre alla dichiarazione di compatibilità paesistico-ambientale è stata rilasciata anche dall’Amministrazione Comunale l’autorizzazione paesaggistica; entrambi gli atti trattandosi in realtà di opere di rilevante trasformazione del territorio ai sensi del PPAR erano di competenza dell’Amministrazione regionale;
- a seguito di tali procedure e fatti le opere sono state realizzate ed i danni ambientali sono rilevantissimi in termini di perdita di litorale, come più volte anticipatamente, rispetto alle mareggiate del dicembre 2008, denunciato anche in Consiglio Comunale non ultima anche con interrogazione in Consiglio regionale;
10. conseguenza diretta dei fatti di cui al punto precedente, l’opera viene esclusa dalla procedura di V.I.A. con decreto della Regione Marche n° 46/2002 creando i presupposti per il successivo danno ambientale oggi riscontrabile in maniera evidentissima;
11. si evidenzia inoltre che nell’ambito dei lavori dei pennelli trasversali finanziati dalla Regione Marche e realizzati dall’Amministrazione Comunale sono stati realizzati anche canali in cemento armato, che non risultano autorizzati dal punto di vista paesaggistico-ambientale come accertato dalla nota del competente Servizio regionale urbanistica;
12. nonostante ciò l’amministrazione comunale continua a sostenere che l’autorizzazione non era necessaria perché le opere in cemento armato sono state realizzate nel 1984 e questo non è vero come documentato in atti della stessa Amministrazione Comunale;
13. tali canali in cemento armato non regolari dal punto di vista paesaggistico come sopra esposto stanno inoltre contribuendo ad aumentare l’erosione, come attestato dalla stessa nota del Servizio urbanistica della Regione Marche, e questo è veramente incredibile, laddove lo stesso Sindaco si era impegnato con il Consiglio Comunale ad effettuare almeno interventi correttivi sui canali in cemento armato stessi.
CONCLUSIONI SUI FATTI FIN QUI ESPRESSI
Dalla valutazione obiettiva dei fatti fin qui esposti, appare evidente che il diniego iniziale della Regione alle opere poi realizzate era motivato dall’impatto negativo che le medesime avrebbero avuto sull’equilibrio del litorale che oggi è stato completamente stravolto come previsto nell’istruttoria contenuta nella delibera di Giunta regionale n° 2817/95 a seguito degli interventi progettati e realizzati dall’Amm.ne comunale di Montemarciano con delega diretta di funzione amministrativa.
Esistono pertanto a parere degli scriventi gli estremi del “danno ambientale” causato dagli interventi sopra citati poiché lo stesso va inteso come deterioramento significativo e misurabile diretto o indiretto di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima.
Connessa al danno ambientale si configura anche un danno erariale in quanto per la realizzazione delle opere rivelatesi dannose per l’ambiente sono stati spesi oltre 5 milioni di euro di fondi pubblici senza la risoluzione delle problematiche relative all’erosione della costa montemarcianese, che attualizzate ad oggi sono circa in prima approssimazione 7 milioni di euro.
In merito agli interventi previsti e programmati dal Piano della Costa, in particolare per l’unità fisiografica n° 10 si evidenzia che:
la criticità viene attribuita alla mancanza di apporto di materiale solido da parte del fiume Esino e all’ostacolo alle correnti marine indotto dal rilevato dell’API.
A fronte di tale condivisibile analisi di squilibrio in atto ormai da decenni, il Piano della Costa prevede interventi relativamente al tratto di costa dal fiume Esino alla zona sud del litorale di montemarciano la realizzazione ininterrotta di scogliere emerse che nulla incidono allo squilibrio sopra citato ed anzi aggravano il meccanismo dell’erosione costiera nel tratto sud del litorale comunale limitando ulteriormente l’apporto di materiale solido (ghiaia e sabbia) ed ancor più nel tratto nord (oltre i pennelli) già in totale carenza di trasporto solido.
Purtroppo occorre denunciare anche che c’è interferenza tra alcuni estensori del Piano Costa e/o degli studi preliminari per conto della Regione Marche e i progettisti del Comune di Montemarciano, coincidendo parzialmente la figura nei due ruoli.
Tale questione rende per così dire “blindato” il Piano Costa, laddove l’analisi delle criticità del litorale di Montemarciano sono evidenti in merito all’insufficienza del trasporto solido, ma poi vengono programmati interventi non coerenti con tale scenario; la blindatura fa si che non si abbia il coraggio di ammettere che a nord dei pennelli trasversali realizzati come sopra descritto l’erosione sia totalmente causata dagli stessi pennelli come previsto dai funzionari regionali nella delibera n° 2817/1995 ed anche nel corso dell’istruttoria del decreto n° 46/2002.
Per essere congruenti occorrerebbe eliminare i pennelli realizzati e le relative scogliere a mezzaluna o quanto meno eseguire interventi correttivi sulle stesse opere, come da tempo evidenziato in numerose sedi compreso il Consiglio Comunale.
Essendo da notizie di stampa imminente la realizzazione delle opere previste dal Piano costa in tale tratto di litorale si denuncia sin d’ora che la loro realizzazione comporterà soprattutto aggravio notevolissimo dell’erosione nella parte Nord del litorale rispetto ai pennelli, ma anche nella parte sud essendo il problema del litorale in tutta la sua interezza la necessità di trasporto solido interrotto ed aggravato purtroppo dai pennelli e dalle altre opere a seguire realizzati dall’Amministrazione Comunale su delega amministrativa e finanziamenti dell’Amministrazione Regionale e con il progetto generale che era ed è rimasto bocciato dal punto di vista paesaggistico-ambientale.
Appare quindi necessario ed improcrastinabile procedere alla modifica del Piano della costa in tale parte sostituendo gli interventi programmati con ripascimenti di notevole consistenza posizionati lungo tutto il litorale in erosione ed in diversi punti riproponendo ed aggiornando il progetto “Poseidone” già finanziato sin dal 1994 alla Regione Marche dal Ministero dell’Ambiente ed intervenendo laddove i pennelli trasversali hanno di fatto interrotto il trasposto solido lungo riva.
Ancona-Montemarciano, 18 febbraio 2009
I Consiglieri
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